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La ricettività alternativa è una tendenza che sembra non esaurirsi. In Italia i Bed&Breakfast e gli alberghi diffusi sono infatti in aumento. Se stai pensando di dedicarti a questo settore, ecco ciò che devi sapere.

Internet ha rivoluzionato il nostro modo di viaggiare attraverso una più capillare promozione di luoghi e punti di interesse, strutture ricettive e offerte viaggio fai-da-te. A queste premesse si sono aggiunti i cosiddetti servizi di “sharing economy”, che permettono di viaggiare in modo diverso, risparmiando o scegliendo – ad esempio – una via più sostenibile.

Secondo l’ultimo rapporto Istat sui viaggi, “Nel 2019, gli alloggi privati si confermano la sistemazione prevalente (61,1% dei pernottamenti), soprattutto per i soggiorni trascorsi in Italia.”1.

Il citato rapporto Istat sulle scelte degli italiani in viaggio, conferma la grande diffusione della ricettività privata rispetto alle tradizionali strutture, in tutta la Penisola. Una tendenza che ha attivato anche l’interesse di quanti sono alla ricerca di un cambiamento nella vita lavorativa, oppure di un’entrata extra nel bilancio familiare.

Se pensi spesso di aprire il tuo Bed&Breakfast, qui trovi molte informazioni utili per farti un’idea.

Come aprire un bed and breakfast: le prime cose da fare e da sapere

Ad oggi, non esiste ancora un testo unico nazionale che regolamenta l’attività dei B&B.

Questo aspetto è disciplinato infatti da leggi regionali tutte, comunque, piuttosto simili tra loro in quanto ricalcate sulla base della Legge 135 del 29 marzo 2001, denominata “Riforma della legislazione nazionale del turismo“2.

Prima di lanciarti è quindi necessario che tu ti informi presso gli uffici del Comune o della tua Regione sulle disposizioni obbligatorie nel tuo territorio per aprire un bed and breakfast.

L’iter iniziale, nella maggioranza dei casi, comprende:

  • Apertura di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che ha un costo variabile in base al settore. La SCIA va presentata con modalità telematica oppure allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui viene svolta l’attività.
  • Presentazione di planimetria e/o certificato di proprietà dell’immobile per verificare che sia tutto a norma.
  • Attivare una Formula Assicurativa per la Responsabilità Civile.

Naturalmente, l’immobile dovrà rispettare standard di conformità edilizia quali requisiti urbanistici, igienico-sanitari e di sicurezza. Se pensi di aprire il tuo B&B all’interno di un condominio dovrai inoltre verificare che non siano presenti impedimenti negli atti notarili d’acquisto, e che il regolamento condominiale non lo vieti.

Aprire un B&B: quante camere può avere?

Il numero di camere ammesse in un B&B varia da regione a regione: dalle 8 stanze o 5 appartamenti ammobiliati nella Provincia di Bolzano, fino a un massimo di 3 stanze in Emilia Romagna, Molise, Lazio, Sardegna, Valle D’Aosta e Umbria. In Puglia è possibile portare da 3 a 6 il numero di stanze ammissibili, se l’attività è gestita in modo imprenditoriale, e cioè se la contabilità è gestita da una regolare Partita IVA.

 

Sceglia la formula assicurativa per il tuo b&b.

È inoltre obbligatorio, generalmente, che il titolare del B&B sia anche residente nella struttura, ma questo va verificato meglio in base alla legge regionale specifica.

Quanto alla somministrazione di cibi e bevande per la prima colazione, se non vuoi allestire nella tua struttura una cucina o uno spazio dedicato per la preparazione di alimenti, che sia a norma di legge, l’offerta dovrebbe limitarsi ai soli prodotti confezionati, bevande comprese. Anche in questo caso possono esserci deroghe nelle singole leggi regionali.

Quanto costa aprire un B&B?

I costi vivi per aprire un b&b dei quali ci occupiamo qui sono quelli generali e sono calcolati sulla base della documentazione necessaria e degli oneri necessari all’apertura di un’attività.

Naturalmente non possiamo calcolare il peso economico delle ristrutturazioni “estetiche” e di fatto necessarie affinché il tuo immobile o il tuo appartamento si trasformino in struttura ricettiva, o del budget che sarà necessario per l’acquisto dei complementi di arredo, perché ogni situazione è differente dalle altre.

Detto ciò, ecco quanto costa avviare un’attività di Bed and Breakfast.

  • L’apertura della SCIA comporta solitamente una spesa di poche centinaia di euro (da 200 a 500, in base al tariffario regionale). Può tradursi, però, in un costo più ingente se l’immobile non ha caratteristiche strutturali idonee e se è dunque necessario adeguarlo.
  • Come per l’avvio di qualsiasi attività commerciale, è consigliabile affidarsi ad un commercialista per redigere un business plan e tenere la contabilità annuale. In questo caso i costi sono variabili e dipendono dalle parcelle dei singoli professionisti e dal tipo di attività che hai scelto di avere per gestire il tuo B&B (partita IVA o altra forma societaria), ma con circa 2 mila euro all’anno dovresti cavartela, escludendo pratiche più onerose.
  • Il Decreto Ministeriale del 9 Aprile 19943 impone che la struttura sia dotata di standard di sicurezza circa gli impianti (elettrici e gas) e i dispositivi antincendio (estintori). Un aspetto sul quale è necessario intervenire. Per adeguarti alla normativa antincendio è necessario che lo stabile sia dotato di certificazione antincendio (o CPI – Certificazione Prevenzione Incendi) in linea con gli standard della Legge n. 818 del 7 dicembre 19844.

In questo caso dovrai prendere uno o più estintori (puoi acquistarli o affittarli) e dovrai occuparti della loro manutenzione periodica. Puoi affidarti a una ditta di sistemi antincendio che può facilitare e snellire le pratiche. I costi sono connessi al tipo di sistema antincendio richiesto. Oltre ciò è obbligatorio installare delle istruzioni di sicurezza nei locali del tuo B&B e per questo motivo dovrai acquistare e appendere in luoghi strategici i cartelli di sicurezza che indicano uscite, punti di raccolta, presenza di estintore, divieti e così via. Entrambe queste attività hanno un impatto minimo dal punto di vista del budget e sono spese per lo più “una tantum”.

Assicurazione Bed & Breakfast obbligatoria?

In gran parte delle regioni, avere una polizza assicurativa per il tuo B&B è obbligatorio per legge. Un’assicurazione che ti tuteli almeno dalla Responsabilità Civile verso terzi è uno strumento fondamentale per proteggere il tuo patrimonio dai danni occasionali che puoi causare ad altri nelle attività di manutenzione del tuo immobile, tutelandoti anche qualora gli stessi (allagamenti accidentali, infiltrazioni, cortocircuiti, etc.) interessino le proprietà confinanti.

È un piccolo costo mensile che devi considerare nel tuo budget.

Si tratta di una scelta da effettuare, per gestire la tua nuova avventura con la dovuta serenità. Per l’occasione,scegli una della 4 Formule di AssicuraBnB.

Finanziamenti per aprire un Bed & Breakfast

Il B&B è un’attività che, nella maggior parte dei casi, non è soggetta ad un reale inquadramento commerciale, in quanto non è necessario aprire una Partiva IVA per gestirlo. Per la legge italiana è infatti un’attività di semplice integrazione del reddito familiare.

Questo spiega, da un lato, il motivo della sua ampia diffusione in tutta Italia ma, dall’altro, non è sempre facile accedere a bandi e finanziamenti pubblici per sostenere una nuova apertura.

Esiste, però, un’ampia gamma di bandi e agevolazioni fiscali nei quali le attività come i Bed and Breakfast sono incluse.

Spesso si tratta di avvisi pubblicati dalle regioni o dalle municipalità ed è dunque importante seguire le politiche attive su turismo, ricettività e edilizia del territorio di appartenenza.

Fonti per questo articolo:

 

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